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venerdì 21 dicembre 2007

TERRIFICANTE STORIA DALLA GERMANIA


DI PAUL BELIEN
The Washington Post

All'inizio di questo mese [02.2007, ndt], una teen-ager tedesca è stata sottratta con la forza dai propri genitori e imprigionata in un reparto psichiatrico. Il suo crimine? Era stata educata a casa (home-schooled).

Il primo di febbraio, quindici agenti della polizia si sono introdotti nella casa della famiglia Busekros, presso la città bavarese di Erlangen. Hanno trascinato Melissa (16 anni), la più grande tra i sei figli dei Buserkros, in un'unità psichiatrica presso la vicina Norimberga. Durante la scorsa settimana, una corte ha sostenuto che Melissa debba rimanere nell'Unità di Psichiatria Infantile in quanto soffre di "scuola-fobia".

L'home-schooling è illegale in Germania da quando Adolf Hitler lo mise fuori legge nel 1938 e ordinò che tutti i bambini venissero inviati alle scuole di stato. La comunità di home-schooler in Germania è infima. Come ben sapeva Adolf Hitler, i Tedeschi tendono ad obbedire agli ordini senza discutere. Solo circa 500 bambini sono stati educati a casa in un paese di 80 milioni di persone. Le famiglie che educano a casa sono perseguite penalmente senza pietà.

Lo scorso marzo, un giudice di Amburgo ha condannato un padre, reo di aver educato a casa i propri figli, ad una settimana di prigione ed una multa di 2.000 $. Lo scorso settembre, una madre di Paderborn con 12 figli è stata chiusa in prigione per due settimane. La famiglia appartiene ad un gruppo di famiglie tedesche etniche che immigrarono a Paderborn dall'ex Unione Sovietica. I Sovietici li perseguitavano perché erano Battisti. Un'iniziativa dei Battitisti di Paderborn per fondare una propria scuola privata è stata rifiutata dalle autorità tedesche. Una corte ha stabilito che i Battisti mostravano "caparbio disprezzo sia per l'obbligo dell'educazione di stato che per il diritto dei loro bambini di sviluppare le proprie personalità frequentano la scuola".

Tutti i partiti politici tedeschi, tra cui i Democristiani del Cancelliere Angela Merkel, si oppongono allo home-schooling. Dicono che "l'obbligo di frequentare la scuola è un obbligo civile, che non può essere cambiato". Gli home-schooler non ricevono sostegno nemmeno dalle chiese ufficiali (finanziate dallo stato). Queste sostengono che gli home-schooler "si isolano dal mondo" e che "la libertà di religione non giustifica l'opposizione all'obbligo di frequentare la scuola". Sei decenni dopo Hilter, i politici tedeschi e i leader delle chiese ancora non capiscono la vera libertà: che crescere i bambini è una prerogativa dei loro genitori e non dello stato, il quale non è mai un genitore benevolo ma, anzi, è spesso un nemico.

Hermann Stucher, un pedagogo che si è appellato ai Cristiani affinché ritirino i loro bambini dalle scuole di stato che, dice, sono cadute nelle mani di "attivisti neo-marxisti", è stato minacciato di processo per "Hochverrat und Volksverhetzung" (alto tradimento e incitamento contro le autorità). La ferocis della reazione governativa la dice lunga. La disputa riguarda il cuore e la mente dei bambini. In Germania, le scuole sono divenute veicoli di indottrinamento, dove i bambini sono portati ad accettare incondizionatamente l'autorità dello stato in tutti i campi della vita. Non è una coincidenza che le persone fuggite dall'indottrinamento sovietico capiscano quanto sta facendo il governo nelle scuole e siano tanto preoccupati da voler proteggere i propri figli.

Quanto preoccupa è che la maggior parte dei Tedeschi "nati liberi" accettino questo assalto alla loro libertà come normale e squadrino i genitori che guardano al sistema statale con sospetto.

A livello europeo la situazione non è molto migliore. Lo scorso settembre, la Corte Europea dei Diritti Umani ha sostenuto la legge sull'istruzione di Hitler del 1938. LA corte di Strasburgo, i cui verdetti si applicano all'intera Unione Europea, ha stabilito che il diritto all'educazione "per la sua stessa natura, richiede una regolamentazione da parte dello Stato". Ha quindi mantenuto le conclusioni delle corti tedesche: "Le scuole rappresentano la società, ed è nell'interesse dei bambini diventare parte di quella società. Il diritto dei genitori di educare non giunge al punto di privare i bambini di quell'esperienza".

Mentre è inquietante che gli Europei non abbiamo imparato le lezioni dal loro passato dittatoriale - mantenendo leggi naziste e spedendo i dissidenti, tra cui bambini, in reparti psichiatrici, come erano soliti fare i Sovietici - ci sono ragioni di preoccupazione anche per gli Americani. Le Nazioni Unite stanno restringendo anche i diritti dei genitori. L'articolo 29 della Convenzione ONU sui diritti dei bambini stabilisce che è obbiettivo dello stato dirigere l'educazione dei bambini. In Belgio, la Convenzione ONU è stata usata per limitare il diritto costituzionale allo home-schooling. Nel 1995, alla Gran Bretagna fu detto che violava la Convenzione ONU permettendo ai genitori di ritirare i loro bambini dalle lezioni di educazione sessuale dalle scuole pubbliche.

Lo scorso anno, la American Home School Legal Defense Association ha messo in guardia che la Convenzione ONU potrebbe rendere lo home-schooling illegale negli Stati Uniti, anche se il Senato non l'ha mai ratificata. Alcuni avvocati e politici liberali nei vari stati affermano che le convenzioni ONU sono "diritto internazionale consuetudinario" e dovrebbero essere considerate parte della giurisdizione americana.

Attualmente, il travaglio della giovane Melissa Busekros è una terrificante storia tedesca. Che presto diventi anche una storia americana?

Paul Belien è curatore del Brussels Journal e un professore aggiunto allo Hudson Institute.

Link dell'articolo originale

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI

Link: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4080

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NON COSI' LIBERI IN GERMANIA

Traduco qui sotto un articolo di Joseph Quesnel, dello scorso 3 Marzo, sullo stato comatoso dei diritti di libertà in Germania. Il testo originale può essere consultato qui.

Andrea Carancini

NON COSI’ LIBERI IN GERMANIA

di
Joseph Quesnel (2007)


Rinuncerò al piacere di bere birra chiara tedesca e di mangiare crauti nell’immediato futuro e chiedo agli amanti della libertà di unirsi a me. Ho infatti aderito ad un boicottaggio internazionale dei prodotti tedeschi a causa dell’allontanamento di questo paese dalle libertà fondamentali. Qui in Nord America non sappiamo molto sulla Germania, poiché i nostri media si concentrano sui punti scottanti del pianeta, ma io ho notato un trend avvertibile che ci suggerisce che la gente dovrebbe prestare attenzione alla perdita delle libertà nelle cosiddette democrazie avanzate occidentali, come la Germania.

L’esempio più sinistro è quello costituito dalla famiglia Busekros. Una petizione in rete sta chiedendo il boicottaggio dei prodotti tedeschi a causa del trattamento subito da questa famiglia. Il crimine orrendo di cui si è resa colpevole, come altre in Germania, è che costoro hanno scelto di impartire essi stessi l’insegnamento scolastico dei propri figli, un diritto che qui da noi è riconosciuto. Insegnare a casa lì invece è illegale, e le autorità sono in cerca dei colpevoli.

Hanno impiegato 15 funzionari per portare via di casa la quindicenne Melissa Busekros, poiché il governo tedesco ha iniziato a usare la mano pesante con questi pericolosi nemici dello stato. Per ordine del tribunale, i funzionari scolastici hanno ordinato la rottura di una famiglia con cinque figli, dopo che lo stato ha deciso che il tirocinio scolastico domestico d’impronta cristiana è una “cultura parallela” che la Germania non può approvare. Una bambina è stata addirittura confinata in un reparto psichiatrico la cui ubicazione è stata negata ai genitori.

I genitori che praticano in Germania l’insegnamento domestico sono stati imprigionati per aver insegnato ai propri figli uno stile di vita cristiano. La Home School Legal Defense Association [Associazione per la difesa legale dell’insegnamento domestico] ritiene che vi siano altri 40 casi in corso in Germania contro insegnanti domestici. Gli insegnanti domestici non ricevono molta attenzione poiché sono una minoranza, ma è questa minoranza che ha bisogno della massima protezione contro una maggioranza desiderosa di negare i suoi diritti.

L’essenza di uno stato libero è data dall’esistenza di una società civile pluralistica dove sono permesse scelte differenti. Le autorità tedesche a quanto pare non rispettano le convinzioni di comunità religiose che ritengono che la famiglia debba essere il primo insegnante, non lo stato onnipotente. I miei genitori consideravano il compito di farmi da insegnanti un fatto non preoccupante durante gli anni in cui la Cristianità veniva cancellata dalle scuole pubbliche. Sono contento che non abbiamo vissuto in Germania.

Quello che è spaventoso è che la legge che proibisce l’insegnamento domestico venne adottata durante l’era nazista in base al principio che lo stato doveva assumere il controllo di ogni aspetto della vita.

Un sostenitore tedesco dell’insegnamento domestico ha detto: “Non siamo molto lontani da una dittatura intollerante. I diritti dei genitori sono aboliti sempre più. Se tu non educhi nel modo voluto dallo stato, il cosiddetto Jugendamt (Ufficio per il benessere della gioventù) controlla subito se ti possono portare via la custodia dei tuoi figli.”

Se questo fosse il solo segnale inquietante proveniente dalla Germania, mi fermerei, ma non lo è. Questo attacco all’insegnamento domestico viene subito dopo l’imprigionamento del revisionista dell’Olocausto Ernst Zündel, che è stato condannato a cinque anni di prigione per aver “negato l’Olocausto”, una cosa considerata sovversiva in Germania.

Dite pure che sono un folle, ma le idee e i pensieri dovrebbero essere messi alla prova nel forum di un dibattito pubblico, non criminalizzati. L’Olocausto è uno degli eventi più documentati della storia, così c’è un motivo per cui Zündel è emarginato. La libertà non vale nulla se non protegge le persone più vulnerabili e denigrate.

Per quanto mi riguarda, butterò via le mie uova Kinder Sorpresa e chiederò all’Ambasciata Tedesca di fermare la persecuzione delle famiglie tedesche.

Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/non-cos-liberi-in-germania.html

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